Attività

20/12/2015

A Parma Couture il Premio RSI della Regione Emilia-Romagna

Il Consorzio per l'Internazionalizzazione “Parma Couture” ha da poco soffiato sulle sue prime 30 candeline. Trentuno, per la precisione, essendo nato nel 1984. A suggellare il significativo traguardo è stata, lo scorso 15 Dicembre 2015 a Bologna, la consegna nelle mani del Presidente Luigi Eva del “Premio Responsabilità Sociale d'Impresa” istituito dalla Regione Emilia-Romagna: il Consorzio è, infatti, salito sul podio (al secondo posto) nella graduatoria dei progetti candidati da associazioni di imprese.

«È un riconoscimento di cui il Consorzio va fiero» sottolinea il Presidente, non riuscendo a mascherare l'emozione e l'orgoglio. «Oltre a valorizzare una storia trentennale di collaborazione fra imprese e persone portatrici degli stessi valori, il Premio RSI spinge tutti i Consorziati a proseguire ed intensificare quelle azioni condivise che, quanto più determinano un positivo impatto sul territorio di produzione, tanto più restituiscono valore alle imprese che scelgono di andare oltre il puro scopo di lucro individuale».

I principi condivisi sono, tra gli altri, la cura certosina della qualità, l'attenzione per la comunità e le maestranze locali e per la tradizione manifatturiera che le stesse custodiscono e tramandano, la ricerca di partnership con il sistema formativo e le Università (anche internazionali) e la diffusa sensibilità per l'ambiente.

Il progetto premiato dalla Regione, intitolato “Il territorio nel nome: Parma Couture, dove le imprese sono comunità”, è incentrato sulla recente esperienza consortile di valorizzazione del marchio territoriale “Classe Ducale”, ideato con lo scopo di rendere distintive le produzioni di Parma nei confronti dei compratori internazionali nell'era della globalizzazione e delle aggressive politiche di prezzo imposte dai nuovi player internazionali. «Nel nuovo contesto globale, la qualità ed il gusto delle collezioni moda che nascono a Parma necessitano di una promozione aggregata che faccia leva sulla eccellenza manifatturiera locale» rimarca Luigi Eva. In altre parole, «conta ora più che mai, per i piccoli brand del Made in Italy che mirano a raggiungere nuovi mercati, mantenere ben salde le proprie radici laddove il “saper fare” e la sensibilità per il “bello” sono alla base dell'alta qualità delle produzioni». 

Parma Couture è, si diceva, una comunità di imprese vicine e partecipi alle comunità di persone che conferiscono distintività ai singoli brand. Il benessere dei dipendenti, particolarmente per i Consorziati che hanno sede in area svantaggiata, è da sempre un obiettivo primario che ha dato luogo, nel tempo, a pratiche di RSI, spesso inconsapevoli, nei confronti della manodopera prevalentemente femminile (tra le altre, l'applicazione di orari flessibili per venire incontro alle esigenze di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro). 

«Il Consorzio ha recentemente teso i suoi sforzi verso la codifica dei valori da sempre condivisi dai Soci - puntualizza Giuseppe Pavarani, storico Direttore di Parma Couture fin dalla sua fondazione – attraverso la pubblicazione della sua “Carta della Qualità”, ovvero il documento strategico finalizzato a rendere noto agli stakeholders ed agli interlocutori internazionali il patrimonio di competenze e solidarietà che rende uniche le produzioni “Made in Parma”. Il documento, richiesto come step del percorso di accreditamento dei Consorzi per l'Internazionalizzazione agli standard della Regione Emilia-Romagna, ha rappresentato per i Consorziati, assieme all'esperienza molto arricchente del Laboratorio RSI promosso dalla stessa Regione ed organizzato dalla Camera di Commercio di Parma e dalla Provincia di Parma, l'ideale occasione per approfondire e valorizzare l'eccellenza produttiva e di relazioni che caratterizza la vita consortile».

«Un ringraziamento sentito da parte di tutte le imprese del Consorzio, che qui rappresento – chiosa il Presidente Eva – va quindi alle istituzioni che ci hanno sempre sostenuto: la Camera di Commercio di Parma, la Provincia di Parma e la Regione Emilia-Romagna che continua a puntare con forza sulle aggregazioni di imprese».  

 

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