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21/07/2016

Industria 4.0: la rivoluzione potrà favorire anche i settori moda

Si sente spesso, negli ultimi anni, evocare una nuova fase di trasformazione del capitalismo capace di assorbire e finalizzare l'enorme quantità di dati disponibili attraverso un uso pervasivo ed efficace, ai fini della crescita e dello sviluppo, delle tecnologie digitali. Una "rivoluzione", molti si spingono a chiamarla: la quarta rivoluzione industriale, che viene evocata con parole e dizioni nuove come "Internet of Things", "Cloud", "Big Data", "Stampa 3D", di comprensione spesso non immediata.

Cosa ha a che fare la moda con l'ultima rivoluzione industriale? Ad intuito, le innovazioni tecnologiche di questa epoca sono spesso associate a settori ad alto contenuto tecnologico come le nanotecnologie, l'automotive, l'elettronica o, al limite, i vari settori "immateriali" collegati a Internet. Probabilmente quelli appena nominati saranno i primi ambiti in cui troveranno applicazione i nuovi paradigmi dell'economia 4.0. Ma molti altri settori di produzione e di servizio sono destinati, in tempi meno immediati, ad essere toccati dalla rivoluzione. Anche la moda.

I seguenti spunti di riflessione su Industria 4.0 sono tratti dall'audizione alla Camera dei Deputati svolta dal Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, in data 15 Giugno 2016:

  • La cosiddetta "analitica dei Big Data" trasformerà la manifattura, compresa la moda, e molti altri settori dell'attività umana nell'ambito di un processo di "servitizzazione" del manifatturiero
  • Le innovazioni saranno soprattutto organizzative, riguarderanno l'intensità di conoscenza e rafforzeranno particolarmente le Piccole e Medie Imprese (quelle che sapranno sfruttarne i vantaggi)
  • VANTAGGI di Industria 4.0:
    • Dati digitali a costi sempre più bassi (Cloud Computing) e che portano a soluzioni on demand
    • Automazione avanzata ed intelligenza artificiale (zero-defects production)
    • Interconnessione della catena del valore grazie a dispositivi fissi e mobili (Internet of Things) che utilizzano reti a banda ultralarga, con conseguente possibilità da parte delle imprese di anticipare i gusti dei clienti e produrre in scala anche per piccolissimi lotti (mass customization)
    • Sviluppo di una "economia della condivisione" grazie a Internet e ai social media
    • Cyber Physical System for Production (CPS): sistema intelligente che, integrando tecnologie cibernetiche, consente interazioni immediate con la realtà fisica, con effetti di forte integrazione delle catene del valore e riduzione di rifiuti, diminuzione degli sprechi di acqua, riduzione dei consumi energetici (cosiddetta produzione "circolare")
  • La sfida è favorire la collaborazione tra imprese attraverso la logistica in rete e l'interoperabilità dei sistemi informativi
  • La nuova manifattura 4.0 sarà "a misura di cliente" e potrà, quindi, attingere alla tradizione italiana del "saper fare"
  • Industria 4.0 implica il superamento della logica conflittuale dei rapporti di rete/distretto/cluster/filiera verso una partnership industriale che maturi in un contesto di sharing economy: anche in questo caso, la struttura industriale italiana, caratterizzata dalla piccola e media dimensione, potrà far leva sulla sua flessibilità
  • Con Industria 4.0, il vantaggio competitivo della Piccola e Media Impresa non dipende più tanto dalla dimensione quanto dal posizionamento strategico e dalle interconnessioni lungo la catena del valore
  • Industria 4.0 consentirà di "fare cose nuove in modi nuovi": in particolare, grazie al Rating di Filiera le PMI avranno maggiore potere negoziale nei confronti delle banche.

Dalle caratteristiche della nuova economia che farà seguito alla rivoluzione 4.0, il Governo trae una serie di indicazioni di politica economica che mirano a valorizzare il patrimonio di competenze del Made in Italy:

  • La ricchezza dei nostri mercati e dei nostri territori è una risorsa di inestimabile valore che ora può finalmente essere messa a frutto creando le condizioni abilitanti per la crescita delle imprese
  • Il modello di politica industriale scelto dal Governo mira ad incrementare la produttività totale dei fattori attraverso Innovazione, Internazionalizzazione e Apertura al mercato dei capitali. Più nel dettaglio:
    • Occorre ripensare il business model con la chiave abilitante del digitale, con l'obiettivo di sfruttare l'enorme mole di dati a disposizione ancora inutilizzati
    • Formalizzazione della conoscenza informale
    • Standardizzazione delle regole a livello internazionale e interoperabilità
    • Creazione di solide e diffuse reti di interconnessione a banda ultralarga, reti satellitari, 5G, uso estensivo del cloud e di software interconnesso
    • Contrattazione decentrata e trattamento fiscale per incentivare il salario di produttività, e connesso skill empowerment dei lavoratori nelle discipline STEM (Science, Tecnnology, Engeneering and Math)
  • Il Piano del Governo su Industria 4.0 prevede la redazione - entro l'Estate 2016 - di un documento di posizionamento strategico con l'allestimento di un pacchetto di misure da inserire nella prossima Legge di Bilancio (il nuovo nome della Legge di Stabilità, ndr), con le seguenti 5 aree di policy:
    1. Stimolo agli investimenti innovativi in chiave 4.0, con misure già varate ma meglio indirizzate verso le nuove tecnologie abilitanti, ovvero la Sabatini-bis, il Super Ammortamento, il Credito d'Imposta per la Ricerca e Sviluppo, il Patent Box e le misure di sviluppo di nuova imprenditorialità innovativa in una logica di neutralità settoriale
    2. Sviluppo dei fattori abilitanti: Piano banda ultralarga, cross fertilization fra PMI, digital innovation hubs, competenze STEM
    3. Standard di interoperabilità a livello internazionale per favorire l'adizione dell'Internet of Things
    4. Maggiore autonomia e responsabilizzazione del lavoratore (empowerment): agevolazioni allo scambio salario-produttività per premiare gli aumenti di produttività a livello di fabbrica/filiera interconnessa
    5. Finanza d'impresa: far convogliare il risparmio nazionale verso impieghi nell'economia reale e le emissioni di private equity, development bond, Fondo Centrale di Garanzia su Industria 4.0
  • Secondo il Ministro Calenda, il Governo deve rimuovere gli ostacoli a vantaggio delle imprese più innovative in modo che l'Italia diventi un Paese a misura d'impresa: questa impostazione implica che l'intervento di politica economia sia "orizzontale" ovvero mirato ai fattori abilitanti
  • A metà Luglio 2016 è prevista la costituzione di una Cabina di Regia governativa su Industria 4.0 con il coinvolgimento delle imprese, la quale avrà poi il compito di interloquire co le singole Regioni. 

Anche il Parlamento italiano si è attivato su Industria 4.0: la X Commissione permanente Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati ha infatti promosso una indagine conoscitiva in merito, a seguito della quale è stato prodotto un documento conclusivo di politica industriale approvato dalla stessa Commissione in data 30 Giugno 2016 e presentato alla stampa - alla presenza del Presidente della Commissione On. Guglielmo Epifani e del Ministro Carlo Calenda - il 6 Luglio 2016.

I cinque pilastri del documento parlamentare sono:

  1. GOVERNANCE CHIARA
  2. INFRASTRUTTURE ABILITANTI (Piano per la banda ultralarga del Governo)
  3. COMPETENZE DIGITALI
  4. SPAZIO ALLA RICERCA
  5. OPEN INNOVATION

Secondo Epifani, la via italiana per l'industria 4.0 non può prescindere dalla qualità e dalla cultura, che sono caratteristiche distintive del Made in Italy assieme all'approccio di filiera e di territorio tipici del sistema produttivo italiano.


 

Fonti dei testi e immagini: